Il camion del Comune ritira regolarmente i rifiuti ingombranti ma poco dopo ne compaiono altri. Discariche e fetore assediano le case. Proliferano le discariche nelle lottizzazioni di periferia: residenti esasperati Ronde contro sacchetto-selvaggio
A vederle durante la settimana possono apparire discariche a cielo aperto abbandonate all'incuria. Da via Serpentara, ingresso della cooperativa Cento fino a Rio San Girolamo, passando per stradine interne e periferiche è un continuo brulicare di pezzi di rete, materassi, buste della spazzatura, erbacce. A prima vista può sembrare che la raccolta differenziata non funzioni e che il Comune sia latitante. La realtà forse è un'altra. L'amministrazione provvede ogni sabato attraverso la ditta san Germano a ritirare i rifiuti anche ingombranti. Però puntualmente dopo due giorni spuntano altre ferraglie e ogni tipo di spazzatura.
«Qualcuno prende quelle zone per le proprie pattumiere», lamentano Benedetta Serafini e Fiammetta Casu, due residenti. Una situazione che più passano i giorni più diventa critica. Tanto da aver spinto alcuni di loro a mettere in piedi delle vere e proprie ronde anche notturne per controllare chi siano i responsabili di questi abbandoni lungo la strada di cumuli e rifiuti «Di sicuro lì non arrivano da soli, qualcuno li porta - precisano Elisabetta Vacca, Elena Murgia e gli altri membri del comitato via Serpentara. Ce ne sono perfino davanti alle scuole elementari. In piazza Serpentara, davanti alla fermata dell'autobus, il Comune ha messo in bella vista due cartelli con caratteri cubitali con la scritta 'divieto di discarica'. Ma neanche questi hanno funzionato come deterrente. E la piazza è diventata un deposito di mondezza. In tutta questa vicenda si inserisce la misteriosa apparizione in via Elba, di un altro cartello, messo non si sa da chi, che invita i cittadini a buttare le erbacce in via Serpentara, davanti alla fermata dell'autobus, in attesa che il sabato l'amministrazione comunale provveda al ritiro. I residenti sono esasperati, e puntano il dito, non solo contro lo scarso senso civico di qualcuno, ma anche contro l'amministrazione, colpevole di lavarsene la mani. « Abbiamo chiesto la presenza di un vigile urbano - riprendono Arturo Moi ed Teresa Utzeri - non si può vivere in questo letamaio, con le persone che attendono l'autobus col tanfo dei rifiuti». Il sabato mattina passano le ruspe per pulire tutto. « Dalle 6,30 del mattino, ci danno la sveglia con un gran baccano - aggiunge Benedetta Serafini - ma dopo neanche 24 ore pian piano ritorna tutto daccapo». Il malessere dalla cooperativa Cento si sposta a Rio San Girolamo. Dove i cittadini sono mobilitati contro la discarica a cielo aperto: 5 ettari in via Europa, ricettacolo di ogni tipo di rifiuto speciale. Anche viale Genovesi, scendendo verso la statale 195 è invasa da bottiglie, buste e cartacce. E i cittadini lo dicono a gran voce: «E' ora di dire basta a questo immondezzaio». MARIAGRAZIA MARILOTTI L'Unione Sarda 21/08/2008
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