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IL COMUNE DI CAPOTERRA
Capoterra si raggiunge tramite il primo tratto della s.s. 195, che si origina da Cagliari e che conduce
nell'Ovest della Provincia del Sole. Nei primi km si ha la sensazione di viaggiare sull'acqua perché la strada, lasciatosi alle
spalle il Porto di Cagliari, si tuffa subito sulla stretta e lunga lingua di terra che separa il mare dell'ovest del Golfo di Cagliari dalla
laguna di Santa Gilla e che è orlata anche dalla bellissima (un tempo, fino agli anni '60) storica spiaggia dei Cagliaritani
(Loc. Giorgino).
Si costeggia la laguna che, nonostante la presenza degli insediamenti industriali di Macchiareddu,
è sempre emozionante: per la vastità del paesaggio di cielo e mare e per la rocciosa immanenza, sul
fondoscena, dei monti del Sulcis. Nello specchietto retrovisore s'inquadra Cagliari e il disegno delle Chiese e delle Torri edificate
sulla sommità dei suoi colli.
Capoterra, centro dall'antica vocazione agro-pastorale, è raggiungibile da una diramazione di
5 km che, alla fine della laguna, s'innesta sulla s.s.195. La cittadina, che negli ultimi 20 anni ha conosciuto un impetuoso e non
sempre armonioso sviluppo edilizio, è distesa in una zona pianeggiante a ridosso delle rocciose colline di Monte Arbu
(194 m) e di M. Arrubiu (352 m), che introducono al meraviglioso patrimonio naturalistico comunale, i cui itinerari sono tra i
più frequentati dal turismo equestre.
Buona parte del territorio di Capoterra è infatti incluso nel Parco del Sulcis e da sempre la
splendida area naturalistica di Is Cannoneris (715 m), oggi Riserva dell'Ente Foreste della
Sardegna, è rinomata per
la qualità del suo mirto e dei suoi porcini; vi dimora una nutrita colonia di cervi e daini, accudita dai Forestali e, con
un po' di fortuna, è avvistabile anche l'aquila reale. La Forestale, la cui locale sede è la caserma di Piscina
Manna, rilascia i nullaosta per il campeggio mentre le aree attrezzate per la sosta consentono un fantastico pic-nic nella
Sardegna più verde ed autentica.
A nord dell'abitato si diparte la strada (37,7 km), asfaltata nel primo tratto, che termina a Santadi; al
km 5 si trova la Chiesetta campestre di S. Lucia, immersa in una rigogliosa vegetazione nutrita da sa tuerra, un terreno
naturalmente umido e ricco. Al km 1 si trova, sulla dx, si incontra la deviazione per la meravigliosa riserva WWF del Cervo
Sardo e di M.te Arcosu (la più grande d'Europa); al km 8 si diparte a sinistra la diramazione per i grandi impianti,
abbandonati nel 1963, della miniera di ferro di San Leone, il più cospicuo giacimento sardo. La strada percorre la solitaria
e splendida valle di Gutturu Mannu, scavata nella roccia dal fiume e fiore all'occhiello dei Comuni di Capoterra, Assemini e
Santadi.
La fioritura deglii oleandri selvatici giganti di Monte Arcosu e di Gutturu Mannu, radicati nel letto dei loro
fiumi, è uno spettacolo straordinario, anche per il contrasto tra incombenti e selvaggi picchi erosi e il nastro rosa di milioni
di petali.
Sempre dalla strada Capoterra-Santadi si origina la carrareccia che ascende alle cime di Punta Sebera -
979, Punta Is Cannoneris - 715 m e Punta Maxia - 1017 m, cuore del vasto e spopolato sistema montuoso sud-occidentale,
costituito prevalentemente da graniti e da scisti paleozoici, con vasti areali di calcari, perforati dalle grotte di Is Zuddas (Santadi),
San Giovanni (Domusnovas) e Su Mannau (Fluminimaggiore). Il Parco del Sulcis e il Parco del Linas-Marganai delle Foreste
Demaniali della Sardegna preservano questo vasto territorio, preziosissimo per paesaggi, flora, fauna, grotte, falesie, archeologia
e fossili.
La varietà mineralogica del territorio di Capoterra (ilvaite, fluorite, calcite, galena, quarzo,
magnetite, ematite ed anche uranio, in fiocchi e aggregati giallo iridescente o viola fluorescente) è il prologo della
complessità geologica e speleologica del sud-ovest sardo, dove affiorano le rocce più antiche d'Italia.
Nell'abitato si trova la Parrocchiale gotica di S. Efisio ma l'edificio più interessante è
la più antica Chiesa di S. Barbara, edificata nei primi decenni del 1200 sull'omonima e panoramica altura della zona
residenziale di Poggio dei Pini, da cui lo sguardo spazia sulla vastità della laguna di Santa Gilla. Il sito su cui sorge
l'antica Chiesa campestre di S. Lucia, recentemente restaurata, è una millenaria area di sosta, posta allo snodo di
crocevia provenienti da Capoterra, Assemini, Uta, Santadi.
Il territorio presenta numerose vestigia di Nuraghi ma Capoterra (che fino al 1000 veniva ancora
chiamata Caput Terrae) si sviluppò soprattutto in epoca romana (vestigia di insediamenti in loc. Su Loi e necropoli in
loc. Santa Lucia). Nel 1655 venne ricostruito il nucleo storico dell'odierna cittadina e nel fertile ma spopolato territorio (a
cause di razzie piratesche e malaria) vennero "importate" comunità provenienti dal Logudoro.
La costa di Capoterra è orlata dalla storica Maddalena Spiaggia, attrezzata con servizi
turistici e balneari e sede di manifestazioni e spettacoli estivi.
Prodotti locali
Il pascolo profumato dei prati distesi sulle propaggini dei Monti del Parco del Sulcis è
popolato di pecore e mucche. In primavera il paesaggio è meraviglioso, verde e fiori, ovunque.
La rinomata gastronomia locale propone un fantastico mix di alimenti terrestri e marini: profumati
formaggi pecorini e caprini; carni (agnello, maialetto, cacciagione); le delizie della piccola pesca: spigole, mormore, saraghi,
pagelli, crostacei.
Dall'agro provengono i dolci pomodori Camona, frutti, favette e carciofi spinosi. Ottime le olive e
i vini dei piccoli produttori (Monica, Nuragus).
Funghi selvatici (primavera-autunno) e bacche di mirto (dicembre). In numerose serre si
producono fiori esportati nel Nord Europa.
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