Sicurezza sulle strade
Giovedì notte nell'incrocio tra la via Diaz e la via Mameli (fronte banca Unipol, per interderci) è avvenuto l'ennesimo incidente e, purtroppo, è solo l'ultimo in ordine di tempo che ha coinvolto questa intersezione. Nonostante l'amministrazione abbia fatto ridurre in lunghezza due stalli a ridosso dell'incrocio, subito dopo un grave incidente che ha visto coinvolti anche dei bambini, resta alta la pericolosità sia per chi procede lungo la Via Diaz e sia per chi esce dalla via Mameli. Ricordiamo che è uno snodo importante per le vicine scuole elementari di via La Marmora. Le auto sfrecciano nella via Diaz a folle velocità in barba al limite di velocità del nostro comune, 30 kmh, rendendo veramente rischioso l'attraversamento. Spesso e volentieri anche i pedoni sono vittime di questo crocevia vuoi per la scarsa visibilità, vuoi perchè le strisce zebrate sono sbiadite e mal segnalate. Nonostante il codice della strada sia ben chiaro a tal riguardo. Infatti l'art 145 del regolamento di Attuazione del Cds recita: sulle strade ove è consentita la sosta, per migliorare la visibilità, da parte dei conducenti, nei confronti dei pedoni che si accingono ad impegnare la carreggiata, gli attraversamenti pedonali possono essere preceduti, nel verso di marcia dei veicoli, da una striscia gialla a zig zag. Chiaramente a Capoterra tutto ciò non esiste. Così come non esiste la cartellonistica verticale per segnalare un attraversamento pedonale, se non in pochi punti...di Via Cagliari. Durante tutta la giornata le lunghe vie del centro abitato vengono scambiate per rettilinei del Mugello: via Amendola, Via Cagliari, Via Diaz, Via Venezia e corso Gramsci. In nessuna di queste strade l'Amministrazione ha mai pensato di installare attraversamenti pedonali rialzati come hanno già fatto a Cagliari, Assemini, Elmas, Selargius. Tutto come prescritto dal Cds, riducendo drasticamente gli incidenti e la le corse folli. Nella centralissima Piazza Sardegna sono spariti tutti, e sottolineo tutti, gli attraversamenti. Ogni volta si rischia di essere asfaltati da automobilisti diversamente attenti, per essere educato.

La Biblioteca Poggio dei Pini è lieta di invitarvi alla presentazione del libro "TENACIA SARDA - OLTRE LA GENETICA" di LUIGI TOLA - Domenica 21 Maggio, ore 18.30, presso la sede della Biblioteca in Piazza A. Ricchi - Centro commerciale Poggio dei Pini. Un libro piacevole da leggere, dall’inizio alla fine, mai noioso, mai banale. Un libro che insegna anche qualcosa di molto importante: se hai un’idea, vivila, credici, realizzala. Sembra quasi che nel libro, l'autore riesca a trasmettere la sua passione per lo sport, che non è mai solo sport, ma anche vita sociale, rapporti personali, condivisione di idee, ricerca di qualcosa di nuovo che possa comunque dare un senso di appagamento alla propria vita. Un libro rivolto a tutti, adulti e giovani, uomini e donne, sportivi ai non sportivi in quanto il suo esempio non può che essere un arricchimento interiore per ognuno di noi. Letture di Carmen Salis. Sarà presente l'autore. Biblioteca Poggio dei Pini Piazza A. Ricchi 09012 Poggio dei Pini - Capoterra (CA)
L'azienda agricola "Is Olias", più nota come Comunità Montana XXIII, è un complesso agricolo e immobiliare che si estende per circa 230 ettari, suddiviso tra il territorio dei comuni di Assemini e Capoterra. Tutto il territorio, compreso lo storico uliveto, erano di proprietà della famiglia Borghesani - ancora prima delle famiglie Misciatelli e Rovelli - che possedeva una delle prime grosse macine per la spremitura delle olive del territorio, in principio a pietra e poi motorizzata con un grosso motore diesel che per l'epoca era il non plus ultra. L'Azienda, oltre che cimentarsi in agricoltura, allevava una grande quantità di bestiame e nel secondo dopo guerra è stata un fiore all'occhiello del settore. La storia narra che sul finire degli anni '70, il proprietario stesse per cedere l'intero patrimonio in beneficenza per realizzare un centro di disintossicazione ma all'ultimo fu intestato tutto alla sua personale segretaria. Dopo anni la stessa vendette l'intero patrimonio ai comuni confinanti. Negli anni '80 ciò che restava dell'azienda fu gestito dalla famigerata Comunità Montana XXIII che comprendeva i comuni di Assemini, Capoterra, Sarroch, Uta e Villa San Pietro, nonché la Provincia di Cagliari.