Centro Meccano affidamento annullato

Centro Meccano
Centro Meccano, località Sant'Angelo
Con la Determinazione del Responsabile del Settore LL.PP n. 31 del 28/01/2014, viene annullata la gara di affidamento del Centro Meccano in quanto la società "Tocororo Service snc" - vincitrice del bando - è risultata essere sprovvista del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva). Alla gara per l'affidamento del Centro Meccano parteciparono due società, “Società Tocororo Service snc” e “Associazione Capoterra 2000”, raggiungendo rispettivamente 38 e 8 punti, assegnati dalla Commissione di gara. Alla mancata consegna della regolare documentazione da parte della Tocororo snc, la Commissione ha dovuto annullare l'assegnamento della struttura. Inoltre, la seconda partecipante, Capoterra-2000, non avendo raggiunto il 50% del punteggio (30 punti) non può aggiudicarsi la gara.


Tutto da rifare dunque per quello che doveva essere l'ennesimo bar nel territorio di Capoterra, lasciando che l'inesorabile trascorrere del tempo deteriori ulteriormente la struttura costata tanti soldi pubblici. Una vera e propria cattedrale nel deserto, vittima dello spietato trascorrere del tempo e di una inetta burocrazia che a distanza di tanti anni non è riuscita ancora a sbloccare una situazione paradossale che avvolge i terreni della lottizzazione di quella che doveva essere la "zona artigianale" di Capoterra.
Per l'ufficio LL.PP. il prossimo passo sarà, dunque, la scelta della modalità per la nuova gara per l'affidamento del centro Meccano in località Sant'Angelo.

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0 #1 La Sentinella 2014-01-30 17:06
CENTRO MECCANO: La RASSEGNA delle OCCASIONI MANCATE

L’ennesima delusione sulle prospettive di sviluppo di quest’area, sembra proprio una maledizione. Non è detto, però, che questa sia del tutto negativa, se servirà a fare riflettere “criticamente” i consiglieri e gli amministratori di oggi e delle due precedenti “legislature” locali. L’ottima iniziativa di consultare la popolazione capoterrese in appositi “Gruppi di Lavoro” misti (residenti del centro storico con abitanti delle lottizzazioni periferiche), intrapresa nell’ambito del cosiddetto Piano Strategico comunale, aveva fornito inequivocabilmente, con netta maggioranza, un responso diretto e partecipato, convinto e convincente, sulla destinazione dell’ormai celeberrima area di Sant’Angelo. Questa zona, baricentrica tra le varie realtà urbane, distribuite a “macchia di leopardo” nel vasto e complesso territorio comunale e, pertanto, “neutra” rispetto ad egocentrismi territoriali e politici, doveva essere adibita a ben altra cosa, socialmente, culturalmente e sportivamente utile, a tutta la popolazione. Il diavolo, però, come è noto, realizza le pentole ma non i coperchi. C’è voluto molto poco, subito dopo la presentazione pubblica c/o il Palazzo Comunale di via Cagliari, dei risultati del lavoro dei gruppi impegnati nel Piano Strategico Comunale (con tanto di proiezione di “slide show”) e deduzioni molto interessanti, demandate ad una équipe di esperti esterni, a stravolgere il tutto. Anche stavolta l’egocentrismo storico dei politicanti locali l’aveva spuntata sul buon senso della gente comune (sia capoterrese DOC che “approillata”) e sui risultati oggettivi di quella sorta di “consultazione popolare” effettuata tramite il P.S.C..
Prima nelle segrete mura delle parentele di fatto ed in quelle delle sedi dei partiti politici, successivamente in quelle “pubbliche” della sala consiliare municipale, si decise di dar corso alla costruzione del Centro Artigianale e delle Attività Produttive denominato “Meccano” (il cui nome mi ha sempre istintivamente rimandato a quel bellissimo gioco di cotruzioni tecniche, che veniva soltamente regalato ai bambini/ragazzini in occasiini speciali).
Purtroppo, contrariamente al fortunato e istruttivo “gioco” prima citato, dispiace constatare che anche il nome non ha portato fortuna e che, oltre la struttura, purtoppo in lento ma insesorabile degrado, anche questo ultimo tentativo di riconversione della stessa è andato a ramengo.
Mi auguro, per tutta la popolazione e gli operatori economici, che la cosa possa risolversi positivamente in tempi brevi (anche se intimamente non sono proprio ottimista), ma quell’errore pacchiano, apparentemente non così grave, nel non aver saputo cogliere la grande opportunità politica e di integrazione socio-culturale che, “dal basso”, la popolazione aveva indicato chiaramente con saggezza e raziocinio, ha portato a ciò che sta accadendo oggi.
Con tutti i ritardi e le conseguenze finanziarie, politiche, sociali, economiche e culturali (con l’integrazione, in prima battuta!) che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini che ce li hanno aperti.

La Sentinella
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