Artigianato: il chiacchierino

CapoterraOnline inaugura una nuova sezione dedicata all'artigianato e all'arte in Capoterra. Chiunque fosse interessato a far conoscere i propri lavori ( per lavori intendiamo hobby senza fini di lucro ) al pubblico utilizzando questo spazio può contattare lo staff di CapoterraOnLine Capoterraonline apre la nuova sezione sull'arte e artigianato locale: uno spazio dedicato a tutti gli amici di Capoterra che si dilettano in qualche arte manuale e che non hanno mai pensato a fare un lavoro della propria passione. Ad inaugurare questa sezione ci sarà la storia di una compaesana che si diletta in un'arte oramai quasi estinta: il chiacchierino. La signora Anna , capoterrese d'adozione , ha messo da parte la sua innata timidezza e ha deciso di aprire le porte della sua casa a tutti noi , per mostrarci la sua preziosa collezione personale. Vari capolavori di chiacchierino , centrini , tende decorate , tovaglie , stupendi colletti per abiti. Tutti fatti rigorosamente con due spolette , e col sottilissimo filo n° 80 , fattori che rendono questi lavori delicati e spettacolari , vere e proprie opere d'arte.
La signora Anna imparò le prime basi del cucito dalle suore , ma la sua destrezza nel ricamo lo deve ad una innata predisposizione e soprattutto all'insegnamento di una cugina che fu un ' ottima insegnante.
Da anni quest ' arte è divenuta un piacevole passatempo .
L'idea di far diventare una passione un vero e proprio lavoro è passata per la sua mente , ma consapevole del fatto che raramente l'impegno per questi lavori abbia un adeguato compenso nel commercio, la signora ha deciso di tenere per se le sue creazioni.
Oramai fra le nuove generazioni  arte del ricamo e quella del chiacchierino è via via andata persa,  tant'è che il suo timore è che non possa tramandare a nessun altro la sua conoscenza.

Cenni storici (Wikipedia):

Il chiacchierino è un tipo di merletto costruito con una serie di anelli, nodi e catene. Pizzo da decorazione adatto a bordure, serve a rifinire centrini, tende e colletti. Caratteristici di questa tecnica sono occhielli di filo ricoperti a punto festone e i pippiolini, piccole sporgenze che formano elementi decorativi. In alcuni paesi prende il nome della navettina per via dello strumento che si usa per ricamare molto simile appunto ad una navetta.

Di non chiara origine, forse francese, col termine frivolitè, vede il primo pezzo giuntoci risalire al 1750, fu un pizzo molto in voga nell'epoca vittoriana, con un ritorno di moda nel XX secolo, nel periodo tra le due guerre.

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Commenti   

0 #2 Toni. 2009-02-07 10:27
ma sono pure in vendita?
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0 #1 dafne 2009-02-06 20:56
Che bei lavori...
Complimenti alla nostra compaesana .
Ha comunque ragione ... spesso il mercato è "difficile" con oggetti di questa bellezza.
In molti non capiscono il valore ...
E i giovani non hanno il tempo per imparare certe arti.

Sarebbe bello se a Capoterra potesse nascere un laboratorio in cui fosse possibile apprendere l'arte del ricamo .
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