Un capoterrese tra l'èlite del Design

Tra il profumi e i colori della Sardegna ho coltivato, grazie a mio padre, l'amore per l'arte. Oggi la mia creatività è nel design delle nuove linee dell' Alfa Romeo, ma nei miei quadri con l'Acqua e il Colore cerco di trasmettere le emozioni che solo un vero amante delle automobili può vivere. Vento e Velocità diventano Acqua e Colore, Amore e Passione sono unicità ed esclusività. Nei miei acquerelli esprimo con il Cuore, l'Emozione di possedere un'opera unica come l'auto che si Ama"

michele leonelloMichele Leonello è un ventottenne di origini capoterresi. Trascorre gli anni dell'adolescenza fra i bellissimi paesaggi dell'isola, dove inizia ad appassionarsi al disegno e all'arte. Grazie agli insegnamenti del padre Giuseppe, anche lui pittore, e ad una formazione presso il Liceo Artistico, negli anni unisce l'amore per l'arte alla passione per le automobili. Trasferitosi in Abruzzo prima, e in Lombardia poi, ha avuto modo di coltivare il suo amore e trasformarlo in un lavoro unico e invidiabile. Oggi tutto ciò lo trasmette nello stile Alfa Romeo, dove cuore e passione sono linfa vitale per milioni di alfisti. Attualmente Michele è un exterior designer presso il Centro Stile Alfa Romeo di Arese, luogo d'élite del design mondiale, dove si lavora in equipe all'evoluzione del futuro stile Alfa Romeo. Grazie al gioco di luci, superfici, colori ed espressioni, i suoi disegni e quadri trasmettono quelle sensazioni di stupore ed ammirazione che proviamo nel vedere la nostra vettura. Nonostante la lontananza fisica che separa questo giovane artista dalla sua patria, resta vivo l'amore per la sua Capoterra, dalla quale con i ricordi cerca e trova ispirazione per i suoi lavori.

Conosciamo meglio Michele, il suo prestigioso lavoro e le sue opere.

Il Tuo lavoro più che un impegno è il sogno di una vita che si avvera. Vuoi parlarci un po' di cosa significa essere un exterior designer?

Nel centro stile si lavora a tanti progetti. Ho lavorato molto su restyling e personalizzazioni della gamma con un team affiatato e competente, ma il progetto del quale sono più felice è l'aver fatto parte del team di style dell'Alfa Romeo MiTo, tema dal quale iniziò ben sei anni fa il mio stage in AR. Exterior Designer è colui che si occupa dello style esterno della vettura. È colui che disegna su carta o tramite computer i famosi bozzetti che rappresentano la vettura in diverse viste prospettiche. Un tempo i famosi stilisti di auto erano Bertone, Giugiaro, Gandini, Franco Scaglione, padri di alcune auto che hanno fatto la storia dell'industria automobilistica mondiale. Oggi è diverso: un tempo si poteva avere un'individualità, oggi si lavora in grandi uffici open-space, dove 20-30 stilisti di esterni e di interni, coadiuvatati da Ingegneri e Tecnici, progettano le vetture che solcheranno la strada tra alcuni anni.


Gli acquerelli che ci hai mostrato sono stati utilizzati per qualche campagna pubblicitaria?

Le foto con il logo Alfa Romeo C. sono delle foto di proprietà della FIAT GROUP, e sono reperibili in internet. Molti i miei quadri sono stati esposti in diverse mostre in tutto il mondo per rappresentare il mondo Alfa. Quelle con il marchio che riporta il mio nome appartengono alla mia galleria personale.


I tuoi disegni sembrano veramente ricchi di vita...Talvolta un'automobile può sembrare solo un oggetto finalizzato solo allo spostamento. Come riesci a dare un'anima a quello che oggi è il bisogno primario di ogni persona?

Nei quadri uso l'acqua come base imbevendo tantissimo il foglio di carta, al punto tale da poter poi spruzzare la prima base di colore con un vaporizzatore che permette di avere un fondo non omogeneo ma dinamico e a chiazze. Sopra questa base, disegno a mano libera la vista migliore che rappresenta la vettura che ho preso in considerazione. Dopodiché lavoro con le tonalità del colore base, fino ad ottenere un effetto 3D delle superfici della vettura, con i suoi riflessi e toni d'ombra. Non arrivo mai alla rappresentazione iperreale della vettura, ma cerco di far unire lo style del design automobilistico e quindi la ricerca, la forma, la tensione delle curve, le sue flessioni, con una tecnica antica di rappresentazione pittorica. Unendole assieme escono dei grandi bozzetti di design colorati ad acqua. Per ultimo uso la china, matite e penne bic per esaltare piccoli particolari, fondamentali di quel mezzo.


Arrivare a questo traguardo implica tanti sacrifici e tanto lavoro. Aver lasciato la tua terra avrà significato molto. C'è qualcosa che ricordi con affetto del nostro paese?

Il mio sogno fin da bambino era quello di disegnare automobili. Il ricordo più divertente erano le bidelle delle scuole, che mi prendevano a ceffoni alla nuca, perché rovinavo i tavoli della classe con i miei disegni. Quando frequentavo le medie un mio professore di disegno mi disse che non sapevo disegnare e che non avrei mai lavorato nel mondo del disegno. La mia storia è la dimostrazione che non sempre i docenti hanno ragione, e che se si ha una passione è essenziale coltivarla a tutti i costi. È stato doloroso e necessario andare via dalla Sardegna per poter inseguire un sogno, quello di disegnare le Alfa Romeo.


Adesso come non mai sento la mancanza della mia terra, dei suoi profumi, dei suoi colori, dei discorsi di mio nonno, uomo umile, il quale mi ha insegnato il rispetto, e l'umiltà, cose che nel mio mondo lavorativo mancano. Mi sono fatto strada con il mio carattere da sardo, testardo tenace forte, mai abbassato la testa, sempre fiero ed orgoglioso delle mie origini. Il mio sogno era dimostrare che anche da un'isola potevano arrivare nuovi stilisti dell'auto. Alla fine dopo anni di studio e sacrifici miei e dei miei familiari, sono approdato lì dove volevo arrivare fin da piccolo, al mondo delle Alfa Romeo.

Ci sono riuscito, e ricordo ancora le lacrime di gioia a dire a mio padre che dopo 15 mesi di prova contro 10 stagisti da tutto il mondo, ero stato scelto per entrare a far parte di un'élite di design a livello mondiale.
Ero orgoglioso, perché ero riuscito a fare ciò che sognavo da quando ero bambino.


Ricordo come fosse oggi le serate con gli amici in "Piazzetta Verde" trascorse a giocare a pallone, e l'ammirazione nel vedere passare le alfa 155, le prime Opel Tigra, le Volvo, e i Fuoristrada di chi tornava dalla battuta di caccia al cinghiale. E che dire delle immancabili Apixedde che rischiavano ogni volta di ribaltarsi nell'affrontare la ripida discesa vicino casa. Capoterra è un grande paese, talvolta ricco di contraddizioni, ma la gente, i suoi volti, le sue storie sono cose uniche che non ho vissuto da nessun altra parte dove sia stato.


Capoterra ha un grande potenziale, c'è una grande forza creativa, i ragazzi di oggi hanno voglia di farsi sentire e farsi vedere, di far capire che da un'isola, da un paese è possibile dare un importante contributo in tanti ambienti del mondo del lavoro.
Il fattore più importante è crederci, ed essere costanti fino alla fine.
Capoterra per me è una fonte di ispirazione, Capoterra sarà sempre nel mio cuore.

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Commenti   

0 #2 kero 2009-08-04 23:32
Leggo questo articolo con un pizzico di tristezza.
Sapere che un giovane promettente abbia dovuto allontanarsi dalla sua terra per raggiungere un obiettivo,prefissato sin dalla tenera età, mi fa star male.
La storia di Michele però è è una bellissima storia.
La caparbietà e l'impegno premiano sempre.
Fa riflettere il fatto che proprio il docente di disegno non abbia visto in lui le grosse potenzialità.
Che questo sia l'inizio di una interessante "raccolta" di storie di Capoterresi illustri , che portano in alto il nome del nostro paese.
Complimenti a Michele!!!!
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0 #1 Patata 2009-07-31 19:21
Tuo padre è stato mio allenatore di Calcio....:-)
Grande!!
In bocca al lupo per il bellissimo mestiere!
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