La giunta Dessí affida il servizio riscossione tributi al banco di Sardegna e il consigliere comunale di sel, Cabiddu, non lo vede conveniente

Interrogazione al sindaco, perché risponda in Consiglio comunale.

bancosardegnaResa dei conti nella Maggioranza guidata da Francesco Dessì, l’esponente di Sel, Giuseppe Cabiddu vuol vederci chiaro sull’incarico di riscossione dei tributi al Banco di Sardegna che perché costerebbe parecchio sia al Comune che ai cittadini. Venerdì scorso, ha protocollato un’interrogazione al Sindaco e a trasmesso tutto il plico alla Corte dei conti. All’indomani del caso Gema, l’agenzia di riscossione dei tributi e milioni mai versati nelle Casse del municipio, l’amministrazione comunale deve per forza trovare un’altra Agenzia di riscossione. Attualmente, i cittadini per pagare l’acqua o la Tarsu devono fare i salti mortali.

Devono stare attenti a non sbagliare il numero del conto o il codice di attribuzione. Così, sistemare la situazione e cessare i disagi, la Giunta corre ai ripari con il Banco di Sardegna perché è già tesoreria comunale, che riscuoterà la Tarsu, Servizio Idrico Integrato, Tosap, Imposta di Pubblicità, Pubbliche Affissioni e l’Imu sino al 31 dicembre del 2014 data in cui scadrà l’appalto.

L’offerta presentata dal Banco è l’integrazione del servizio di tesoreria comunale. Secondo, il gli Uffici comunali e la delibera di Giunta, non si poteva dare il servizio alle PosteItaliane perché così sarebbe un affidamento diretto. La cosa non sa da fare perché gli euro sono oltre 58 mila superando i 40 mila previsti. Inoltre, sempre secondo i calcoli degli uffici, il Banco conviene sia al contribuente perché su 55731, quante sono le famiglie di Capoterra sui bollettini da trasmettere ci sarebbe un risparmio 16mila 719 euro in più rispetto a PosteItaliane. Il pagamento veloce e comodo con carta di credito Visa o Mastercard. Infine, in Cassa ci sarebbero subito i soldi versati dai contribuenti. Cabiddu, non la vede in questo modo. Non sarebbe poi così conveniente l’affidamento al Banco e soprattutto le famiglie sborserebbero più euro per pagare la commissione. Insomma nessun risparmio e nessun vantaggio per il municipio.

«La banca, è obbligata a versare sul conto corrente del Comune, il totale degli incassi, ogni 10 giorni, dopo aver fatto la rendicontazione – evidenzia Cabiddu nell’interrogazione - Per servizi di importo pari o superiore a 40mila si devono considerare le offerte di almeno cinque agenzie economiche del territorio.

L'affidamento diretto è consentito solo per cifre inferiori ai 40mila euro. La Giunta Dessì ha dato l’incarico al Banco di Sardegna perché è già tesoreria comunale. Dopo tutto, il servizio offerto quasi è uguale a quello di un concessionario, nel senso che la titolarità dei conti è di competenza della banca che li riverserà nei conti del Comune entro 10 giorni. Non c’è neppure il risparmio in quanto la commissione è dell’1,5°% delle somme versate. A cui si aggiungono il sovra costo versato dai cittadini che pagano con bonifici o carta di credito. Se l’avessero affidato alle Poste, l’esecutivo risparmierebbe l’1,5% sul totale incassato e ci sarebbe il costo solo di 1 euro e 30 per il bollettino pagato ma i pensionati pagherebbero 0,70.

Dov’è il risparmio?

É palese notare che paghiamo due volte le commissioni. Comunque, ho esposto questi calcoli nelle riunioni di Maggioranza ma non le ha considerate, Sono stato così costretto a chiedere pubblicamente conto. Ora il Sindaco o l’assessore al Bilancio spiegherà in Consiglio comunale. Intanto ho mandato tutta la documentazione alla Corte dei conti perché faccia i calcoli e evidenzi le inutili perdite. »Conclude Cabiddu.

A fare i conti alla giunta Dessì è un consigliere di maggioranza che dopo una ricerca tra delibere e uffici comunali ha tirato le somme ed è convinto che l’assegnazione per la riscossione dei tributo al Banco di Sardegna ha bisogno di trasparenza.

Chiarezza per capire chi ci guadagna e chi ci perde. Al Banco pagano Comune e cittadini mentre alle Poste si paga solo il costo del versamento.

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