Centrale a biomasse: le argomentazioni della Powercrop non convincono

L’assemblea pubblica che si è svolta nella giornata di ieri, giovedì 28/11/2013, presso l’aula consiliare del Palazzo municipale del Comune di Assemini, alla presenza di numerosi cittadini e di una folta delegazione della Società “PowerCrop Srl”, che dovrà realizzare la discussa Centrale a Biomasse, non ha affatto dissolto le perplessità, i dubbi e le convinzioni, di chi in tale impianto vede un serio rischio di danni per l’ambiente (acqua, terra e aria), per gli investimenti residenziali, per le produzioni agricole e dell’allevamento, per il turismo e, soprattutto, per la salute e la vita dei cittadini.

La lunga lezione su cosa sono e a cosa servono le Biomasse, elargitaci con tanto di accompagnamento di  “slide show” dal Docente Universitario Daniele Cocco, ha preceduto l’altrettanto lunga dissertazione dei vari responsabili amministrativi e tecnici della “Società PowerCrop Srl” che ci hanno raccontato con dovizia di particolari, della bontà del progetto, della realizzazione e della funzionalità della  nuova Centrale che sorgerà a Macchiareddu. Una località, questa, già gravata dal funzionamento di altri grandi impianti (fra tutti, quelli del termovalorizzatore e del compostaggio), che lo stesso Ministero dell’Ambiente ha inserito, tra i siti più inquinati e inquinanti d’Italia, con la Sardegna praticamente prima in classifica, anche per i mq. di superficie territoriale gravemente compromessi, addirittura quattro volte superiori a quelli avvelenatissimi della Campania.

Come se non bastassero questi elementi, quantomeno allarmanti (e non allarmistici, come direbbe qualcuno innamorato degli impianti industriali), noi dobbiamo aggiungere quelli forniti dal Dipartimento di Sanità Pubblica, sezione Medicina del Lavoro, dell'Università di Cagliari (pubblicati su ‘’Epidemiologia e Prevenzione’’), e quelli della Provincia di Cagliari (citati anche nel PUC di Capoterra). Tutto ciò, sempre relativamente alla qualità dell’aria, dell’incidenza dei problemi respiratori, delle leucemie, delle malformazioni e quanto altro collegato all’attività produttiva di stabilimenti industriali, quali il petrolchimico della SARAS di Sarroch da una parte e di quelli presenti a Macchiareddu dall’altra.

Circondati, si, siamo circondati e ci dovremo arrendere a convivere con puzze vomitevoli, fumi inquinanti e polveri di vario tipo, alcune talmente sottili che non sono nemmeno rilevabili dagli attuali sistemi di monitoraggio, soprattutto se questi, anziché essere ubicati a valle vengono installati a monte, a favore dei venti. I luoghi di concentramento di queste sostanze, infatti, stante la direzione costante in cui questi “soffiano” (soprattutto quello di scirocco e il maestrale), fanni sì che le zone territorialmente più esposte all’inquinamento siano quella di “Sa Maddalena” (Spiaggia, Residenza del Sole, Coop. Mille, Cento, Nucleo Urbano e Assicasa) e quella attigua all’Ufficio delle Poste italiane di via Treviso, alle scuole dell’Infanzia e Medie di via Trento e via Veneto. Ebbene, pur essendo questo dato di fatto ben conosciuto, è da sottolineare che nelle località prima indicate, non è prevista attualmente l’installazione di alcuna centralina di controllo dell’inquinamento atmosferico (sic!).

Se teniamo conto che la popolazione del Comune di Assemini, in cui territorialmente e giuridisdizionalmente ricade l’impianto in questione (anche se è più vicino a Capoterra ed i venti non rispettano i confini), non ricaverà nessun vantaggio diretto in quanto i costi dell’energia elettrica, termica e/o dello smaltimento eventuale dei rifiuti, non diminuiranno; e indiretta (politico-occupazionale), perché non sono previste assunzioni di personale locale, ci si domanda perché il SI alla Centrale a Biomasse. E’ vero che il Sindaco Puddu, in premessa al suo breve intervento, ha affermato che lui personalmente non è d’accordo sull’impianto e che, se il Progetto fosse stato presentato oggi, la sua Giunta si sarebbe probabilmente opposta, ma è altrettanto vero che non si è voluto andare alla ricerca profonda delle vere motivazioni che sottendono alla costruzione del mega impianto a Biomasse (incentivi regionali, nazionali ed europei), stante anche la negazione dei vantaggi che il Comune non ha ricevuto e non riceverà. Masochismo puro o c’è qualche altro elemento che sfugge e non è stato rivelato?!

Forse la promessa occupativa per i lavoratori dell’ex zuccherificio di Villasor, che si sarebbe dovuto tenere in vita (ricordiamoci che la centrale a Biomasse costerà almeno 160 milioni di Euro)? Aggiungiamo a ciò la promessa/previsione occupativa di maestranze edili, relative alla costruzione materiale dell’impianto ed a quelle sicuramente necessarie per la manutenzione in esercizio.

Aggiungiamo anche la promessa/previsione di lavoro per le aziende/ditte che saranno impegnate nell’indotto di servizio alla centrale, ivi compresi quegli agricoltori che produrranno derrate o piante per il suo funzionamento, coltivando appositamente terreni dismessi o, peggio ancora, riconvertendoli dalla produzione alimentare umana e/o animale, perchè più remunerativi.

No, tutto questo non è sufficiente a spiegare e giustificare la complessa e costosa operazione di cui trattasi. Ovviamente, stante le forze private che sono in campo per la sua realizzazione, non si può pretendere che la medesima sia un’opera di beneficenza per le popolazioni locali e/o per la Sardegna intera. Ma produrrà energia elettrica di cui non necessitiamo e non ci sgraverà dai suoi alti costi attuali. Idem per quanto attiene il conferimento eventuale di rifiuti urbani, umidi e/o secchi. Avrà un impatto ambientale, sicuramente minore rispetto agli altri impianti funzionanti nella zona di riferimento ma che, comunque, andrà a sommarsi e non a sottrarsi a quello esistente e già molto preoccupante. Produrrà una profonda lacerazione socio-culturale e produttiva, come avvenne al termine degli anni ’60 e nei primi anni ’70, con la industrializzazione, forzata e selvaggia della Sardegna, le cosiddette “Cattedrali nel deserto” (Ottana docet), soprattutto nei settori della produzione agricola e dell’allevamento. Questi verranno sicuramente sottratti alla loro naturale vocazione di supporto alle necessità alimentari umane e alle loro ‘’specifiche’’ di originalità e qualità territoriali, che si dovevano invece sostenere con maggiore convinzione per l’ulteriore valorizzazione.

Per ultima cosa, volutamente, citerò la cosa più importante che non è stata assolutamente messa in discussione in modo adeguato dagli Amministratori comunali e, ovviamente, dai Responsabili tecnici e dirigenziali della “Soc. PowerCrop Srl”, ovvero la Salute delle persone in relazione all’ambiente in cui vivono. Soltanto alcuni interventi del pubblico, tra i quali quelli di un privato cittadino, un’agronoma, un ingegnere chimico e, in particolare quello della consigliera regionale Claudia Zuncheddu, seppur parzialmente, stante il tempo a disposizione, hanno trattato questo delicato argomento.

E’ ora che si organizzi un serio convegno pubblico, con esperti istituzionali e/o privati altamente qualificati, in ambito sanitario e ambientale, sulle tematiche della salute in relazione stretta alle problematiche territoriali esistenti, tra Saras e Macchiareddu ed un vasto comprensorio di paesi e cittadine del Sud Ovest della Sardegna, comunque insistenti o serviti dalla Sulcitana S.S. 195 (da Decimomannu, fino a Domus de Maria e Teulada), in un’ottica non più esclusivamente comunale, poiché la Natura non osserva i confini artificiali stabiliti dall’Uomo.

E’ arrivato il momento, inoltre, in stretta correlazione con quanto proposto in precedenza, che si istituisca e si compili finalmente il Registro Generale e Specifico per le Ricerche Epidemiologiche, che censisca in maniera scientifica e inoppugnabile l’incidenza delle malattie tumorali o altre patologie e conseguenze (leucemie, malformazioni, aborti, etc.), nei territori in questione.

Noi cittadini non dobbiamo più delegare sempre e soltanto ad altri, il compito di difendere i ns. diritti ed interessi, la sicurezza dell’ambiente e della salute; dobbiamo vigilare attentamente, anche in prima persona, al riguardo di questi elementi fondamentali per il benessere ns. e delle future generazioni. Altrimenti potremo sentirci dire, dai ns. figli e nipoti: ‘’Chi è causa del suo mal pianga sé stesso”.

Lettera Firmata

  • Articoli correlati

Stampa Email