Un terribile mondo delle meraviglie. Ricicloni atto I

Un viaggio fra le campagne capoterresi e fra la consapevolezza che non si può guardare e voltare lo sguardo. Rifiuti , carcasse e materiali dannosi sparsi fra i vigneti e corsi d’acqua. Abbiamo voluto raccontare questa vicenda con una rivisitazione della celebre fiaba, dando il tono drammatico che questa merita. Guardate. Meditate. E poi reagite! Non possiamo più stare in silenzio!
In una soleggiata mattina di Luglio , la curiosità di Alice fu attratta da qualcosa che si muoveva fra i cespugli. Qualcosa di bianco , peloso forse , cercava di sfuggirle , facendosi beffa di lei e della sua lentezza. Nella frenetica corsa per scoprire il misterioso essere si imbatté in qualcosa di totalmente inaspettato: Un tunnel la risucchiò, catapultandola in un altro mondo. Alice aprì gli occhi. Ma del Bianconiglio non vi era traccia, ne tantomeno del Cappellaio matto. Insomma più che un mondo onirico, quello che apparve ai suoi occhi fu un terribile mondo avvelenato.

La mano dell’uomo aveva deturpato laddove prima vi era verde e vita. Piumaggi , di ciò che un era stato un essere vivente , giacevano a terra a testimonianza del passaggio di qualche cacciatore di frodo. Cocci di vetro e resti di qualche banchetto se ne stavano li, nel bordo della strada , attendendo che qualche buona mano li raccogliesse e riponesse nel giusto posto a loro destinato. Un corpo esanime di cucciolo implorava una giusta sepoltura.

Alice si sentì il cuore attanagliato dal dolore.
Il suo mondo era in agonia.
Il suo mondo non poteva essere salvato solo da lei.
Chiuse gli occhi e implorò di svegliarsi.
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