Palla ovale a rischio sfratto

Un traguardo prestigioso per la squadra di rugby. Ma c'è il rischio che le prossime sfide vengano dirottate. Chiesto l'intervento della Provincia. L'esordio a ottobre.

La scorsa stagione sono riusciti a conquistare la loro meta più importante raggiungendo lo storico traguardo della serie A, ma per l'Amatori Rugby Capoterra quella che sta per iniziare potrebbe essere l'ultima stagione tra le mura amiche di via Trento. Troppo piccolo quell'impianto sportivo che può ospitare al massimo ottocento spettatori, se il prossimo anno la società non adeguerà le tribune agli standard richiesti per la serie A, la Federazione potrebbe non concedere la deroga che permette ai giallorossi di calcare il campo in cui giocano da vent'anni.

LE CONDIZIONI «Per portare il nostro campo ai livelli delle squadre blasonate che incontreremo quest'anno occorrono parecchi quattrini - spiega il vice presidente dell'Amatori Rugby, Gian Carmine Casu - a questo campionato partecipano società provenienti da tutta Italia, che hanno importanti trascorsi nell'Eccellenza: per questo speriamo di poter contare entro il prossimo anno di spalti da duemilacinquecento posti e locali adeguati dove poter ospitare il terzo tempo».

BOOM Che Capoterra sia la città del rugby lo testimoniano le cifre. Duecentocinquanta tesserati dagli otto ai ventitre anni che militano nei campionati giovanili, una squadra femminile senior e una under 16, oltre ovviamente alla prima squadra, capace negli incontri di cartello di portare al campo tremila tifosi. L'unico "lusso" che si concede l'impianto di via Trento, è il manto erboso del terreno di gioco, realizzato nel 1990 grazie ai mondiali di calcio, poi null'altro. Lo scorso anno Capoterra ha anche ospitato una gara del torneo Sei Nazioni under venti, e il piccolo campo di via Trento è stato preso d'assalto da magliai di tifosi. «Oltre che per un discorso di immagine, visto che a Capoterra verranno a giocare società di livello, questo impianto presenta delle crepe anche dal punto di vista della sicurezza - dice Casu - nei match che contano infatti, arrivano molti più spettatori di quanto in realtà ce ne possano stare. Senza un finanziamento, il rischio che il prossimo anno l'Amatori Rugby debba andare a giocare le gare casalinghe lontano da Capoterra, è davvero dietro l'angolo».

PROGETTO La palla ovale, insomma, rischia di rotolare lontano da Capoterra, se non arriveranno investimenti per adeguare lo storico campo di via Trento. «Presenteremo un progetto alla Provincia», dice il sindaco, Francesco Dessì, « occorre un milione di euro. La speranza è che la nostra domanda sia accolta al più presto, in modo da permettere a questo importante sport, di avere già dalla prossima stagione, un campo di gioco all'altezza dei risultati che sono riusciti a raggiungere». Nonostante le difficoltà legate al campo di gioco, la squadra è pronta a raccogliere l'ennesima sfida, il primo ottobre infatti sarà già campionato con la delicata gara che vedrà i ragazzi guidati da Juan Manuel Queirolo affrontare il Badia.

Fonte: Unione sarda Ivan Murgana

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