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Ora per il Capoterra la vittoria più bella è lanciare i giovani

jpg_5595892Nella serie A di rugby il Capoterra non riesce più a vincere. E' da novembre ormai che il quindici giallorosso, che è stato a lungo al comando del campionato nel girone di andata, rimanda l'appuntamento con il successo, ritrovandosi ora a metà classifica.  "Probabilmente questa è la nostra reale dimensione - si schermisce il presidente Carlo Baire - una metà classifica che dal momento che siamo una neo promossa forse ci è più consona".  Eppure la classifica poteva essere ben diversa visti i tanti episodi che nelle ultime settimane hanno condannato gli uomini di Queirolo, non ultima la meta annullata a Catania. "Con due vittorie in più potevamo essere ancora ai primi posti - continua Baire -. Mi riferisco soprattutto al match contro Catania.
Lì abbiamo trovato una situazione particolare visto che in settimana era morto il loro presidente storico e noi ci siamo ritrovati a recitare il ruolo della vittima sacrificale. Alla fine l'arbitro non se l'è sentita di convalidare la meta che ci avrebbe permesso di vincere. Al di là di ciò, però, è indubbio che pecchiamo ancora di inesperienza, infatti giochiamo a tutto campo e ci affidiamo poco ai calci che però spesso ci potrebbero risolvere le partite. Sarebbe meglio andare ai pali perché poi alla fine sono proprio quei calci che noi non tiriamo che ci permetterebbero di vincere le gare. Finora ci siamo confrontati alla pari con chiunque, però non sempre riusciamo ad essere concreti.Fortunatamente nelle ultime settimane ho visto la squadra in netta ripresa e sono ottimista per il futuro".  Ora, in concomitanza con gli impegni della Nazionale, il campionato va in vacanza per qualche settimana, una buona occasione per tutto il gruppo di rifiatare e di recuperare qualche infortunio.  "Avevamo tutti bisogno di una pausa - chiude il presidente -. A parte Daniele Sandretto che per un problema al ginocchio ha terminato anzitempo la stagione, dovremmo riuscire a recuperare gli altri infortunati. Ma al di là di ciò sono contento per la presenza in squadra di numerosi giovani provenienti dal vivaio che continuano a crescere. Per questo non ci siamo rivolti al mercato, continuiamo a puntare su di loro, sono il nostro futuro."

Fonte: La Nuova Sardegna
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